Running 2025: perché corriamo di più… e perché ci infortuniamo (e cosa può fare l’osteopatia)

Negli ultimi anni il running è diventato una delle attività sportive più praticate al mondo. Correre è semplice, accessibile e rappresenta per molti una risposta concreta allo stress quotidiano.
Nel 2025 i dati globali raccolti da Garmin Connect mostrano chiaramente questa tendenza: il numero di attività registrate è aumentato rispetto al 2024 e corsa e camminata restano stabilmente tra le cinque attività fisiche più praticate.
Sempre più persone quindi scelgono di muoversi. Tuttavia, insieme alla crescita del running, cresce anche un altro fenomeno: l’aumento degli infortuni legati alla corsa.
Capire perché succede è il primo passo per correre meglio e più a lungo.

Perché sempre più persone corrono

Il successo del running non è casuale. Diversi fattori spiegano perché sempre più persone iniziano a correre.

Benessere psicologico

L’attività fisica è uno strumento efficace per gestire lo stress e migliorare l’umore. Correre stimola la produzione di endorfine e favorisce una sensazione di equilibrio mentale.

Accessibilità

Per iniziare bastano un paio di scarpe e qualche minuto libero. Non servono attrezzature costose né iscrizioni in palestra.

Inclusività

Il running è uno sport adatto a tutte le età e a tutti i livelli: dalla corsa lenta della domenica fino alla preparazione di gare e maratone.

Tecnologia e motivazione

Dispositivi come smartwatch e app sportive permettono di monitorare passo, frequenza cardiaca, distanza e carico di allenamento, rendendo l’attività più consapevole e motivante.

Benefici fisici

Correre migliora:

  • salute cardiovascolare
  • resistenza fisica
  • composizione corporea
  • forza muscolare

Contatto con l’ambiente

Molti runner scelgono la corsa anche per staccare dalla routine quotidiana, respirare aria aperta e muoversi nella natura.

Perché gli infortuni nella corsa sono così frequenti

Nonostante la corsa sia considerata un gesto naturale, il corpo moderno spesso non è preparato a sostenerla.
Sedentarietà, stress e ridotta mobilità fanno sì che il corpo non sia sempre pronto a gestire un movimento ripetuto migliaia di volte.
Uno studio prospettico condotto su oltre 5.200 runner ha rilevato che circa il 35% dei partecipanti ha riportato almeno un infortunio legato alla corsa durante il periodo di osservazione. Il rischio aumentava soprattutto quando la distanza di una singola seduta superava di molto quella delle settimane precedenti.

I motivi più comuni degli infortuni nel running

Nella pratica clinica, alcune cause ricorrono frequentemente tra i runner.

Schema motorio dato per scontato

Molte persone iniziano a correre senza valutare la qualità del gesto tecnico.

Sedentarietà e rigidità

La perdita di mobilità, elasticità e forza muscolare crea veri e propri “colli di bottiglia” biomeccanici.

Scarpe e abitudini

Calzature molto strutturate o cambiamenti improvvisi nelle scarpe possono alterare la percezione del piede e il modo di correre.

Progressioni troppo rapide

Il corpo si adatta bene alla gradualità, ma tollera male gli aumenti improvvisi di carico.

Tecnica di corsa: i principi fondamentali

Una buona tecnica di corsa non è una questione estetica, ma di efficienza biomeccanica. Correre in modo efficiente riduce lo stress sulle articolazioni.

Testa e sguardo

La testa dovrebbe rimanere in posizione neutra con lo sguardo avanti. Spostarla troppo in avanti aumenta il carico su collo e parte alta della schiena.

Tronco

Il busto dovrebbe essere alto ma rilassato, con torace aperto e respirazione libera.

Braccia

Le braccia aiutano a mantenere ritmo e stabilità, con spalle rilassate e movimento coordinato con le gambe.

Bacino e baricentro

Il bacino guida il movimento del corpo. L’obiettivo è spostare il baricentro leggermente in avanti senza piegare eccessivamente il busto.

Appoggio del piede

Il piede dovrebbe atterrare vicino alla proiezione del baricentro, evitando l’over-striding (passo troppo lungo in avanti).

Cadenza

Un leggero aumento della cadenza (numero di passi al minuto) può ridurre lo stress su ginocchio e anca migliorando l’efficienza del gesto.

Il carico di allenamento: il fattore più sottovalutato

Molti infortuni non dipendono dalla tecnica ma dalla gestione del carico di allenamento.
Uno dei fattori di rischio più importanti è rappresentato dai picchi improvvisi di distanza o intensità.
Una regola semplice può aiutare: evitare sedute molto più lunghe rispetto alla seduta più lunga delle quattro settimane precedenti.

Prevenire gli infortuni nella corsa

La prevenzione non significa semplicemente fare esercizi generici.
Per un runner è fondamentale lavorare su:

  • mobilità articolare
  • forza muscolare
  • elasticità dei tessuti
  • controllo neuromotorio

Ogni programma dovrebbe essere personalizzato, perché ogni runner ha caratteristiche e punti deboli diversi.

Osteopatia e running: come può aiutare

L’osteopatia non sostituisce l’allenamento, ma può essere un supporto importante in diversi momenti della pratica sportiva.

Gestione del dolore

In alcune condizioni frequenti nei runner, come la sindrome femoro-rotulea, l’approccio manuale può contribuire alla riduzione del dolore se integrato con esercizi specifici.

Migliorare la biomeccanica

Rigidità di caviglia, anca o colonna vertebrale possono modificare il gesto della corsa e aumentare il rischio di sovraccarico.
Una valutazione osteopatica può individuare limitazioni di mobilità e compensi funzionali.

Prevenzione

Durante periodi di allenamento intenso o preparazione a gare, un controllo periodico può aiutare a intercettare rigidità e sovraccarichi prima che diventino infortuni.

Quando un runner dovrebbe farsi valutare

Alcuni segnali possono indicare la necessità di una valutazione professionale:

  • infortuni che tornano sempre nello stesso punto
  • dolore che compare sempre dopo una certa distanza
  • rigidità persistente dopo la corsa
  • calo di prestazione senza cause apparenti
  • recupero lento tra le sedute di allenamento

Conclusione

Correre è naturale, ma correre bene è una competenza che si costruisce nel tempo.
Tre elementi fanno la differenza per ridurre il rischio di infortuni:

  • tecnica di corsa efficiente
  • gestione intelligente del carico di allenamento
  • lavoro mirato su mobilità e forza

Quando necessario, l’osteopatia può rappresentare un supporto efficace per recupero e prevenzione, integrandosi con l’allenamento e con gli esercizi specifici.
L’obiettivo non è semplicemente correre di più.
È correre meglio.

Fonti

  1. Frandsen JSB et al. (2025). How much running is too much? Identifying highrisk running sessions in a 5200person cohort study. (PubMed)
  2. Aarhus University (2025). Comunicato divulgativo sullo studio dei 5.200 runner e sui picchi di carico in singola seduta.
  3. Alexander JLN et al. (2022). Strategies to prevent and manage runningrelated knee injuries: systematic review (JSAMS / PubMed).
  4. Zago J et al. (2020). Osteopathic Manipulative Treatment versus Exercise Program in runners with patellofemoral pain: RCT (PubMed).
  5. Lenhart RL et al. (2014). Increasing running step rate reduces patellofemoral joint forces (PMC).
  6. Burke A et al. (2021). Systematic review: Foot strike technique and runningrelated injuries (PMC).
  7. Hamill J et al. (2017). Is changing footstrike pattern beneficial to runners? (ScienceDirect).
  8. Garmin Connect Data Report 2025 articoli di sintesi (Runningmag / Triathlete.it / MensJournal).

 

Dott. Giulio Di Prima Osteopata